sabato 13 novembre 2010

KOTEKI RYUDA JUPPO SESSHO HIBUN

Il tema dell’anno 2003 è stato Koteki Ryuda Juppo Sessho Hibun .

Incredibbilmente il Soke ci ha sorpresi con un tema molto antico come il Juppo Sessho, però così nuovo per noi praticanti.

Molte persone mi hanno chiesto che cosa significa dunque cercherò di spiegare quello che si è capito del Juppo Sessho nel mese di febbraio in Giappone, allenandoci sotto la direzione del Soke Masaaki Hatsumi, ed inoltre attraverso le ricerche fatte su questo tema secondo la mia interpretazione.

Il Soke ci ha dato questo difficile tema in considerazione del fatto che la Bujinkan adesso è ad un alto livello e dunque può comprendere il vero significato di questo concetto.

Traduzione del nome completo del tema dell’anno.

KO = Tora (tigre), lo stesso kanji che forma Koto Ryu.

TEKI = Nagu, che significa colpire. Questi primi due Kanji si possono tradurre come colpire la tigre.

RYU = Dragone.

DA ha come significato prendere e si traduce anche in detenere.

Il sentimento dei quattro Kanji insieme si possono determinare come l’azione quando la tigre attacca o colpisce, ed il dragone lo blocca. Anche la forma in cui il dragone reagisce quando la tigre attacca. Chiaramente la profondità del concetto và al di là della tarduzione letterale.

Sembra che la storia del Koteki Ryuda sia molto antica, incluso molto più antica della stessa scrittura giapponese. Per comprendere meglio questo concetto bisogna fare riferimento ai primi manoscritti del Giappone.

Da una parte abbiamo Kojiki o “Collezione delle cose antiche”, che si presenta come una cronaca degli avvenimenti dal principio del mondo fino all’imperatrice Suiko (secolo VII) molto lo possiamo cogliere dai diversi miti e racconti legendari dello Shinto, il Kojiki non è considerato come una pergamena dal gran valore storico però il suo contenuto è prezioso per intendere la storia religiosa del Giappone.

Dall’altra parte abbiamo il Nihongi o “Cronaca del Giappone”, che è un’opera collettiva sotto la direzione del principeToneri, fatta nel secolo VIII.

Il libbro si presenta come il Kojiki: narrazioni leggendarie e cronoligia che appaiono con numerose varianti.

Engishiki (Regolamento dell’era Engi), redattato nel secolo siglo X, si compone di vari libbri su cerimoniali dei templi, le feste del clero e agli dei a cui sono dedicati.

Durante il corso dei secoli IX-X si incominciò a trascrivere le leggi politiche e religgiose che si erano tramandate. Per quanto riguarda lo Shinto ha la collezione più interessante. Si tartta di preghiere dalle virtù maggiche, senza dubbio molto antiche che si utilizzavano nelle grandi feste.

Si potrebbe dire che prima della Amatsu Tatara Hibun è tra le pergamene più antiche ed importanti delle Arti Marziali mantenendo anche l’essenza dello spirito Shinto.

L’ Amatsu Tatara, sono pergamene che ammontano al secolo 700 prima di Cristo. Sembra che siano state scritte dal Re Mima, create nella montagna di Miwayama (aria Nara).

Riconducendoci alla storia giapponese di ben 2500 anni, fatte in un insieme di Sánscrito, antico cinese e giapponese. La forma di questa scrittura viene denominata con il nome di Kamiyomoji.

Dentro le pergamene del Amatsu Tarara incontriamo la Tigre ed il Dragone.

Le radici del Ninpo si incontrano dentro le pergamene chiamate Ryusen no Maki di Hisshin Ginkoroku e sono la collezione di pergamene di Izumo Hishoden.

L’insegnamento del Soke Hatsumi che si riferisce al Koteki Ryuda, potrebbe avere relazione con queste pergamene già che in entrambi esiste un trattato chiamato Ryoko no Maki (pergamene della Tigre e del Dragone) o conosciute separatamente come Ryu no Maki (pergamena del Drago) e Tora no Maki (pergamena della Tigre)

La storia del Tigre e del Dragone sembra che sia stata introdotta dalla Cina in Giappone con le stesse leggende e culture che i primi abbitanti cinesi si spostarono in Giappone.

Derivò dalla Cina che i Draghi simboleggiavano l’energia specialmente quelli rappresentati in giallo. I Draghi rappresentati con le Tigri rappresentavano il cielo e la terra questo dà origine alla filosofia del Yin e del Yang, conosciuto in Giappone come IN\YO.

Il sentimento del Koteki Ryuda, il Soke a fatto riferimento allo sguardo della Tigre che è terrestre, mentre quello del Dragone è del cielo.

La naturalezza della Tigre non può capire il Dragone mentre il Dragone può comprendere la nateralezza della Tigre.

Nagato Sensei ha detto in una sua lezione che per esempio è come vedere un’incontro di puggilato in tv, nel quale visto da sopra si crede che si possano evitare i colpi, (Dragone), però se uno si trova davanti ai colpi di fronte con i piedi per terra allora la prospettiva è un’altra ed è molto difficile evitarli (Tigre).

JUPPO SESSHO HIBUN ha un significato molto interessante, che dà indicazione come dieci metodi o dieci direzioni (Juppo)

Le dieci direzioni sono est, ovest, sud, nord, nordest, sudest, sudovest, nordest, sopra (ten) e sotto (chi). Juppo rappresenta tutte le direzioni, l’inzieme dello spazio, l’infinito o l’universo. Questa è la traduzione ma relmente il significato è più profondo.

Sessho è il momento opportuno, il giusto momento, l’attimo preciso. In una conversazione con Sensei ci ha detto “solo un momento”.

I kanji possono cambiare in dare o prendere la vita e credo che volesse dire un attimo tra la vita e la morte.

Hibun è lo stile di nascondere, o mantenere segreto.

Le antiche pergamene, mantengono segretamentela (Hibun) la maniera in cui questi gruppi di emigranti avevano sviluppato questa cultura in Giappone, quello che poi divenne il popolo giapponese.

Varie famiglie hanno mantenuto segretamente queste pergamene per paura che altra ambiziose famigli potessero rubbarle e venire in possesso dei loro segreti.

Queste pergamene furono applicate in aspetti mrziali quando alcune famiglie desideravano estendere i propri possedimenti terrieri, applicando allora i loro segreti militari e strategici.

Il Juppo Sessho, si sviluppa sulle tre dimensioni.

Il San significa 3 ed il Kai significa Mondo. Il Sangai significa I 3 Mondi o il Mondo triplo.Tradizionalmente la teoria buddista guarda il mondo come amalgama dei tre mondi: il mondo del pensiero, il mondo delle sensazioni ed il mondo delle azioni.

In terminologia buddista tradizionale questi tre mondi si chiamano mondi di volatilizzazione, della materia e della non materia. La frase I tre Mondi, o il mondo triplo si utilizza spesso per intendere questo mondo o mondo intero che include il mondo del pensiero, della sensazione e dell’azione.

venerdì 2 ottobre 2009

IL TAIJUTSU

L'addestramento nella Bujinkan è comunemente denominato Taijutsu (体術) è un termine che fa riferimento alle tecniche che si basano sui movimenti del corpo.
Si compone di tecniche "a mani nude" o uso delle armi.Gran parte del Taijutsu di base proviene da sei delle nove ryūha ovvero: Kotō-ryū, Gyokko-ryū, Shinden Fudō-ryū, Takagi Yōshin-ryū, Kuki Shinden-ryū e Togakure-ryū.Tra le armi utilizzate troviamo le spade (tra le quali Daito, Wakizashi, Tanto, Shinai di bambù, Bokken, etc.), bastoni di varie lunghezze (Bō, Jō, Hanbō, Hanjo/Hanjō), corda, Kusari (catena), Kusarigama (falce con catena), Yari, Kamayari, Bisento (simile a Naginata), Kyoketsu shoge, Jutte, Tessen, Naginata, Kunai, Shuriken di varie forme compreso Boshuriken e Senban Shuriken.
Le grandi potenzialità di questo stile sono state ampiamente testato nei campi di battaglia del periodo feudale giapponese. La grande tecnica che costituisce questo metodo anche se con grandi antiche radici si è evoluto nel tempo costituendo un metodo di difesa personale di grande livello.La flessibilità dei suoi movimenti e la grande varietà di tecniche sono il vero successo di un metodo che si adatta a qualsiasi praticante riuscendo ad essere punto di riferimento di molti corpi militari che lo adottano come addestramento operativo.

lunedì 28 settembre 2009

Benvenuti !!!

Questo Blog è dedicato al mio Maestro Soke Dr. Masaaki Hatsumi. Nei 25 anni di pratica dell'Arte Marziale "Budo Taijutsu" della "Bujinkan Dojo", ho imparato oltre che ad un'efficace metodo di combattimento, un grande cammino di sviluppo interiore e di valori umani.
Attraverso la pratica il nostro Maestro ci insegna concetti di vita, seguendo un cammino duro ma estremamente necessario per apprezzare e condividere i valori della vita che forse stanno svanendo ai giorni nostri.
La Bujinkan oggi ha più di 3 milioni di praticanti in tutto il mondo e in Italia attraverso la F.I.B.T. (Federazione Italiana Budo Taijutsu) ha riunito molti istruttori che sono presenti in più di 10 regioni italiane con 24 centri e più di 400 praticanti. Attraverso essa il Soke Hatsumi che ne è il Presidente Onorario si è ufficializzato anche alle istituzioni nazionali un cammino di sviluppo per la diffusione del Budo Taijutsu anche nelle scuole che già in varie città è divenuto una realtà come cammino educativo per i giovani.
Spero sia di vostro gradimento l'essere informati degli sviluppi e delle attività per diffondere l'enorme patrimonio che il Soke Hatsumi ci sta trasferendo non per altro è considerato Patrimonio Culturale vivente dal governo nipponico.

Grazie dell'attenzione e buon allenamento...
Buffù Ikkan...

IL SOKE DR. MASAAKI HATSUMI

L'attuale Sōke (宗家:そうけ - titolo Giappone che può significare "Capo", "Leader" o "Gran Maestro") Yoshiaki Hatsumi nasce il 2 di Dicembre di 1931 nella città di Noda prefettura di Chiba dove attualmente risiede. Anni più tardi cambierà il nome in Masaaki.
Si è laureato all’Università di Meiji (Tokio) in medicina dove ha approfondito anche lo studio del teatro tradizionale, delle arti, della pittura e della cultura giapponese. Dopo essersi laureato approfondì gli studi di medicina orientale e chiropratica dirigendo più tardi la propria clinica in Noda.
Iniziò a studiare le arti marziali all’età di sette anni e raggiunse in breve il grado d’istruttore di Judo, Kendo, Karate e Aikido. Durante gli studi alla scuola superiore praticò ginnastica, pugilato, calcio e danza che lo agevolarono nello studio delle arti marziali.
Nel dopoguerra fu invitato a insegnare Judo in una base militare americana dove si accorse che la prestanza fisica dei suoi avversari americani a volte poteva prevalere sulla tecnica da lui appresa nei numerosi anni d’allenamento. Fu allora che Hatsumi cominciò a chiedersi se le arti marziali fossero costituite solo da resistenza ed abilità fisica e se la tecnica potesse sconfiggere la prestanza fisica dei suoi avversari.
In questo periodo studiò con Yashiro Sensei, della scuola Shinden-ryū Jūjutsu, con il quale approfondì vari stili. Si rivolse allora al maestro Ueno Takashi con il quale approfondì la conoscenza delle scuole Shindō Tenshin-ryū e Asayama Ichiden-ryū imparando in pochi anni di allenamento tutto ciò che si poteva sul Kobudō (流派 - Kobujutsu Jūhappan) e le 18 categorie del Kobujutsu finendo per ereditare il titolo di Sōke di queste scuole (o Ryū). Fu attraverso il MaestroTakamatsu Toshitsugu, che Hatsumi imparò l’arte del Taijutsu, un metodo di combattimento basato sul movimento naturale del corpo.

Oggi il Sōke Hatsumi è il Leader della Bujinkan, insegna al Budokan di Tokio ed al Hombu Dojo di Noda-shi, dove gli allievi da tutto il mondo si recano per praticare quest’arte così completa, il Budo Taijutsu. Secondo Hatsumi questa disciplina è ricca di temi essenziali per il raggiungimento di un alto livello di difesa personale, di equilibrio e di rispetto dei valori umani, che ci permette di entrare in armonia con gli altri e con la natura che ci circonda.
Questi insegnamenti rappresentano un cammino che tutti possono percorrere, senza distinzione di alcun genere, poiché è la stessa Arte ad adattarsi all’individuo, e non l’individuo a doversi adattare ad essa.L'esperienza che il Sōke Hatsumi ha accumulato nei suoi anni di vita lo porta ad essere giudicato come l'ultimo vero maestro di Ninjutsu dei nostri tempi.